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Navi abbandonate

 

Marittimi e fallimenti

Il fenomeno dell’abbandono delle navi è sempre esistito, tuttavia negli ultimi trent’anni si è verificato un notevole aumento di casi di abbandono. Per rendere l’idea solo nel 2002 si sono contati 89 casi di abbandono di navi che hanno coinvolto 1.780 marittimi in tutto il mondo (IMO, ILO).
Si parla di abbandono di una nave nel momento in cui l’armatore non adempie ai doveri di mantenimento economico della nave e del suo equipaggio. Si verifica infatti in seguito al suo fallimento economico, a discutibili strategie di riorganizzazione della flotta, o a seguito di un grave incidente della nave. Generalmente il vero e proprio abbandono della nave viene preceduto da alcuni segnali negativi come il mancato pagamento dello stipendio ai marittimi e ai creditori, soste in porti non previste, poca chiarezza riguardo al reale stato economico della compagnia e alle sorti dell’equipaggio.
Dopo alcuni mesi che la nave è ferma in un porto viene dichiarato lo stato di fallimento della nave con atto legale a cui seguiranno il sequestro e il processo che culminerà con la vendita all’asta.
Tutto questo iter burocratico dura in media dai 2 ai 4 anni, periodo nel quale alla nave mancano le risorse principali, come per esempio il carburante. Mentre all’equipaggio, oltre alla mancata retribuzione di diversi mesi, col passare del tempo viene meno anche l’essenziale per vivere come il cibo, l’acqua, il riscaldamento, ecc. Come se non bastasse lo status giuridico del marittimo impedisce all’equipaggio di lasciare la nave, poiché risulterebbe clandestino. Inoltre il rimanere a bordo è l’unico modo per fare valere i propri diritti in attesa della fine del processo.

In queste circostanze di abbandono risulta pertanto evidente come sia di fondamentale importanza un intervento di welfare a favore dei marittimi che dia vita ad un’azione coordinata tra tutti i vari soggetti del sistema porto quali l’Autorità marittima, l’Autorità portuale, l’ITF (International Transport Federation), per risolvere queste situazioni critiche.

Fotografia
© Stella Maris Friends
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